La tintura madre: cos’è

Le piante ci aiutano spesso a risolvere problematiche diverse ed è per questo che il loro utilizzo come medicinali è da sempre oggetto di studio della medicina. I nostri antenati facevano uso di foglie, fiori e radici per curare le malattie, e spesso, i metodi che loro utilizzavano per estrarre il principio attivo sono rimasti gli stessi ancora adesso e sono messi in pratica quotidianamente.

Per poter beneficiare delle qualità di una pianta, esistono diversi modi per assumerla: come oli essenziali, estratti secchi, decotti, infusi, tisane, succhi di piante fresche, creme, lozioni, sciroppi e tinture madri. Ci sono poi le preparazioni fuori dai canoni tradizionali, che usano tecnologie nuove e innovative o che reinventano, trasformando, i vecchi modi di fare. Queste preparazioni sono: gli estratti fluidi (ultimamente molto diffusa in erboristeria), gli estratti frazionati, i macerati glicerinati e la sospensione integrale di pianta fresca. Questi sono, in linea di massima, i metodi più importanti ed efficaci per estrarre i principi fitoterapici dalle piante.

Cos’è una tintura

Le tinture sono ottenute da materie prime chiamate droghe. In base al solvente utilizzato, le tinture possono essere acquose, alcoliche, eteree o vinose, ma la loro grande maggioranza sono a base di alcol. Per questo la Farmacopea Internazionale stabilisce che se non si aggiungono ulteriori informazioni su un contenitore di tintura, significa che questa è a base alcolica.
In base alle droghe contenute, le tinture possono essere semplici e composte. Dopo la macerazione e la percolazione, le droghe possono essere mescolate con i solventi in diversi rapporti: 1:10 per le droghe eroiche e 1:5 per le droghe comuni.

Le tinture madri (TM)

Ci sono due definizioni della tintura madre, una data dalla Farmacopea Ufficiale Francese e un altra che proviene dalla Farmacopea Ufficiale Tedesca, ma entrambe concordano sul fatto che la tintura madre è un’estrazione di principi terapeutici che possono essere utilizzati in seguito per il trattamento di alcune patologie. L’estrazione del principio attivo tramite la macerazione in un solvente, impedisce la formazione di eventuali muffe e prolunga la durata dell’utilizzo. Le tinture madri fanno parte dalla categoria degli alcoliti.

Farmacopea Francese

Per la Farmacopea Ufficiale Francese, la tintura madre è un estratto idroalcolico, ottenuto dalla macerazione di una pianta, in una soluzione composta da 1 parte acqua e 10 parti alcol. Non si deve confondere con la tintura officinale, che utilizza solamente le piante secche. La durata di tutto il processo di macerazione si aggira intorno ai 21 giorni.

Farmacopea Tedesca

La linea tedesca descrive due possibilità di ottenere la tintura madre.

  1. l’estrazione dei principi attivi per spremitura, che in seguito devono essere stabilizzati con una soluzione di alcol ed etanolo, in quantità uguali al peso del succo.
  2. l’estrazione dei principi attivi per macerazione (metodo Hahnemanniano descritto dalla Farmacopea Omeopatica Tedesca), che al loro turno, sono di tre tipologie:
  • macerazione piante fresche in soluzione etanolica con il rapporto 1:2 (per le piante con un’umidità compresa tra 60 e 70%)
  • macerazione piante fresche in soluzione etanolica con il rapporto 1:3 (per le piante con un’umidità compresa tra 50 e 60%)
  • macerazione piante secche in soluzione etanolica con il rapporto 1:10

Tutte le piante sono composte dai principi attivi (principali e complementari), dalle sostanze non attive (complementari, indifferenti e indesiderati) e dalle sostanze di sostegno dei vegetali (come la cellulosa e la lignina). I principi attivi sono estratti dalle piante, utilizzando i metodi nominati prima, e possono essere usati per curare diverse patologie. Generalmente si possono conservare a lungo ma bisogna riporre il prodotto così ottenuto al buio, dopo averlo filtrato e decantato.

Vantaggi

Il fatto che sono preparate con l’alcol permette un uso prolungato e una migliore conservazione (possono durare fino a 5 anni chiuse ermeticamente e tenute nelle condizioni ottimali). Sono ottime nell’automedicazione perché sono facili da usare (generalmente sono vendute in contenitori provvisti di contagocce). Possono essere ingerite così come sono (diluite in un bicchiere d’acqua) o mescolate con altri ingredienti. Non si raccomanda mescolare più di tre tinture madri per non rischiare interazioni tra i componenti, e comunque, il consiglio di un erborista è auspicabile in qualsiasi situazione. Si possono facilmente reperire in tute le erboristerie e hanno un prezzo conveniente. Le tinture madri non possono essere chiamate preparati omeopatici.

Svantaggi

La tintura madre non è titolata. Questa significa che non si conosce esattamente quanto principio attivo contiene.
La tintura madre non è standardizzata. Le sostanze al suo interno non sono qualificate e non si conosce la concentrazione esatta per poterla usare come riferimento per l’analisi.
Contiene una quantità di alcol non irrilevante ed è per questo che si consiglia l’uso sui bambini con molta cautela e solamente dietro la prescrizione di un medico. Anche per le donne in gravidanza e allattamento, l’uso delle tinture madri è sconsigliato, così come per chi soffre di patologie epatiche o per chi ha problemi con l’alcol.
Anche se non si conosce la quantità di principio attivo, non significa che la tintura madre può essere assunta a caso e senza il consiglio di uno specialista. Possono spesso interferire tra di loro o con altre medicine alterando il loro effetto.

Posologia

Il modo di assunzione della tintura madre dipende in gran parte dalla concentrazione e dall’età di chi la usa ma anche da altri rimedi e dal tipo di pianta che si trova alla base della tintura. Generalmente, per un adulto possono bastare dalle 50 a 150 gocce al giorno, che si devono dividere in 2 o 3 assunzioni. Questa dose si deve diminuire di due terzi per anziani e adolescenti, scendere a meta nel periodo della pubertà per arrivare a un decimo per i bambini (sempre in base al consiglio dello specialista). Per un buon risultato si consiglia di prolungare il trattamento fino a 2 mesi.

Ci sono tantissime piante che permettono l’estrazione di una tintura madre e per ogni una di queste c’è una lista di affezioni e patologie, dove possono essere impiegate.
Il consiglio migliore è di sfruttare il loro potenziale tenendo sempre conto dei consigli degli specialisti in erboristeria e fitoterapia, così come del parere dei medici, seguendo sempre alla lettera le istruzioni d’impiego e di conservazione.

Leggi i commenti (2)

  • Sul mio sito non ho ancora parlato della tintura madre ma questo articolo mi ha decisamente invogliato a scriverne. Ci sono altri vantaggi dell'utilizzo della tintura madre per l'automedicazione?